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Mensile Indipendente fondato e diretto da Donato D'Auria. Registrato presso il tribunale di Torino il 30 dicembre 2014 al n° 38

Recensioni

Le vecchie tradizioni agricole raccontate da Antonino Castelli

21 agosto 2015

Le vecchie tradizioni agricole raccontare da Antonino Castelli

EXPO – Durante uno dei miei reportage nella grande Esposizione Universale di Milano mi sono imbattuto, quasi per caso, in una interessante presentazione di un libro presso il Cluster Bio Mediterraneo, spazio che prima ritenevo degno di una visita solo per mangiare degli ottimi e originali cannoli siciliani. Anche questo libro é di fattura siciliana e, mi verrebbe da dire, non potrebbe essere altrimenti, visto che é stata proprio la Regione Sicilia, molto spesso (giustamente) criticata, a volere questo spazio, dove i Paesi che si affacciano sul “Mare Nostrum” dei Romani mettono in mostra le loro eccellenze agroalimentari. Non usciamo, tuttavia, troppo dal seminato, perché le cose da dire sono molte, partendo proprio dall’autore del libro, Antonino Castelli, quarantacinquenne palermitano, letteralmente pazzo, ovviamente nel senso buono di questo termine. Infatti, a chi verrebbe in mente, avendo un lavoro nel settore di progettazione del verde del Comune di Palermo, di scrivere un libro il cui tema principale é la vita contadina. Aggiungeteci, poi, che il personaggio sopra citato non é il cugino di Benedetta Parodi, non ha alle spalle una casa editrice celebre e che in un momento storico in cui pochissimi leggono romanzi, é molto difficile che un saggio riesca a raggiungere volumi di vendita da bestseller. Dunque, chi glielo fa fare? Semplice, la sua passione e la sua voglia di raccontare una civiltà contadina spazzata via da pale eoliche non funzionanti, monocoltura del grano e speculazione edilizia e dimenticata già dai figli di coloro che l’hanno vissuta. La famiglia Castelli, originaria di Sutera, in provincia di Caltanissetta, coltivava terreni di ottima qualità in questo comune e nel vicino paese di Amorelli, dove si trasferiva in primavera e in estate. La prima parte del libro racconta, attraverso dodici momenti chiamati come i mesi dell’anno secondo il calendario della Rivoluzione Francese (utilizzato da Castelli perché tiene conto del clima del mese), la vita contadina e le sue bellezze, ma anche la fatica del lavoro dei campi, la passione per la propria terra e come i suoi bisnonni e nonni si sono conosciuti e innamorati. La seconda parte del libro é, invece, quella più sorprendente, perché Castelli, con la minuzia del grande chef e i trucchi della nonna, fornisce al lettore un vero e proprio ricettario della cucina contadina, con un occhio di riguardo, ovviamente, per la splendida cucina siciliana. Dunque, questo libro racconta in modo davvero splendido la vita contadina, ma soprattutto i contadini, che per fare il loro lavoro devono essere un po’ imprenditori, un po’ astronomi, un po’ braccianti, un po’ ingegneri ambientali ma soprattutto uomini e donne capaci di resistere a tutto per il bene loro e dei loro cari. Luigi M. D’Auria

Antonino Castelli alla presentazione del suo libro all’EXPO

(Foto: Sebastiano Spina)