Un nuovo 11 Settembre terrorizza l'Europa e l'intero Occidente

Un nuovo 11 Settembre terrorizza l'Europa e l'intero Occidente

Parigi- Place de la Republique è gremita, nonostante l'ora tarda. Una folla composita di gente è ormai da alcuni giorni accampata ai piedi del monumento commemorativo della nascita della Repubblica Francese. Ci sono professionisti, operai, imprenditori, sacerdoti e imam, ma non è la professione o la religione che conta, bensì il fatto che tutte queste persone sono venute qui per manifestare la loro voglia di libertà e soprattutto per far capire ai criminali dell'ISIS e delle altre organizzazioni terroristiche che la maggioranza del mondo non condivide le loro idee, senza bisogno di ucciderli per farglielo capire. Anch'io di fatto bivacco da due giorni nella piazza, cioè da quando il mio direttore mi ha incaricato di seguire gli eventi che stanno tenendo con il fiato sospeso la Francia e l'Europa intera. Qui le notizie non arrivano certo confuse, data la presenza di giovani che con i loro tablet posso informare i meno giovani di ciò che sta succedendo a Vincennes, dove si è appena conclusa una felice operazione che ha portato all'uccisione di uno jihadista senza grandi conseguenze fisiche per i poveri ostaggi di quel supermercato della banlieu trasformatosi in un inferno. Nonostante freddo e notizie spesso negative la piazza sa come scaldarsi: il coro "Je Suis Charlie" e la Marsigliese risuonano infatti come dei mantra, quasi fossero fatti per scaldare il cuore ed esorcizzare le paure. Prima di andare avanti mi sembra però doveroso ricordare cosa è successo mercoledì 7 gennaio a Parigi, precisamente nel diciannovesimo arrodissement della capitale, sede storica del giornale satirico Charlie Hebdo. Due jihadisti francesi, reclutati a Parigi da un noto predicatore che allestiva viaggi di guerriglieri jihadisti in Iraq, sono entrati nella sede del già citato giornale satirico, reputato irriverente per le sue copertine che mettevano alla berlina l'integralismo islamico, uccidendo 12 giornalisti a sangue freddo. Dopo l'azione i due si sono letteralmente dileguati nelle campagne a nord-est della Capitale francese. Due giorni dopo, un altro jihadista ha compiuto un'altra azione, meno clamorosa, ma altrettanto grave, facendo cinque ostaggi in un supermercato, con l'obbiettivo dichiarato di morire da "martire". Inoltre, è giunta in mattinata la notizia della sparatoria in un altro quartiere periferico, popolato principalmente da Ebrei. Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio attacco al cuore della Francia e, indirettamente, dell'Europa. Mentre i soliti guerrafondai rinnovano i loro loro propositi di bombardamento dell'Iraq, il mondo si interroga riguardo le cause che hanno spinto gli jihadisti ad attaccare proprio ora. A questo interrogativo non potremo forse rispondere mai, tuttavia non sembra che dietro questo attentato ci sia la mano diretta dell'ISIS, troppo impegnata a combattere contro i curdi sul fronte di Kobane per preparare attentati di questo calibro. È molto più probabile che gli esecutori materiali siano degli jihadisti di organizzazioni locali collegate al diabolico Stato Islamico. Nel frattempo, però giunge la notizia della cattura dei due killer di Charlie Hebdo a Dammartin, piccolo paese a cinquanta chilometri da Parigi, e dell'uccisione dello jihadista nel supermercato di periferia. Per fortuna ha vinto, per ora, la libertà. Luigi M. D'Auria