Il Giro numero 98 è di Alberto Contador

Il Giro numero 98 è di Alberto Contador

Milano - Finalmente Alberto Contador si è sciolto, regalando sorrisi, abbracci e pacche sulle spalle al folto pubblico accorso in Corso Sempione, a Milano, per assistere all'ultima tappa del Giro d'Italia. Tappa incredibile, come del resto tutto il Giro d'Italia, che ha visto arrivare la fuga nella tappa meno dura di tutta questa Corsa Rosa. Il vincitore è stato infatti il belga Keisse, passista e pistard della Etickx Quick-Step, che ha battuto all'ultimo metro il compagno d'attacco Jack Durbridge, mentre poco lontano i velocisti lanciavano una volata di fatto inutile che ha solo consegnato la maglia rossa a punti a Giacomo Nizzolo. Poco dietro, Alberto Contador si permetteva il lusso di perdere una manciata di secondi da Aru, splendido secondo, per festeggiare con tutta calma la vittoria di un Giro che il corridore di Pinto, sobborgo di Madrid, ha letteralmente dominato fino alla tappa di Cervinia, per poi resistere alla crisi patita sulla durissima erta del Colle delle Finestre, da tutti definita come la salita più dura del mondo, anche se i francesi non lo ammetteranno mai, perché non declasserebbero mai la mitica salita dell' Alpe d'Huez. A proposito di francesi, finito il Giro d'Italia, gli appassionati di ciclismo iniziano già a pensare al Tour de France, dove pronti a dar battaglia ci saranno sicuramente Froome, Quintana, Nibali, Rodriguez e Valverde. In teoria tra i favoriti ci dovrebbe essere Contador, ma siamo sicuri che lo spagnolo sarà al via? In teoria ciò dovrebbe essere scontato, ma dopo la crisi del Finestre qualche dubbio potrebbe essersi insidiato nella mente del "Pistolero" che, piuttosto che arrivare decimo, preferisce non partecipare. Un discorso inverso si potrebbe fare con il secondo, nonché vincitore morale per tutti i tifosi (e, anche se i giornalisti non dovrebbero fare il tifo, anche per la nostra redazione), cioè Fabio Aru. Nonostante molti giornalisti e appassionati, compreso il mio autista e assistente in questa splendida avventura Gigione Magnani, sostengano che il sardo debba fare il Tour per aiutare Nibali a vincere e per vincere la maglia bianca, io penso che il sardo debba puntare tutto sulla Vuelta quest'anno e sul Tour il prossimo. Infatti il percorso di questo Tour è favorevole a Nibali, non brillantissimo nella prima parte di stagione, ma anche ad Aru, soprattutto nella prima parte con il Muro di Huy e il Mur de Bretagne. Se quindi Nibali, che punta a carburare tappa per tappa, dovesse trovarsi dietro ad Aru i nervi diventerebbero troppo tesi per rimanere saldi in casa Astana (che ha già un po' pasticciato al Giro favorendo Landa a fare classifica per sé). In fin dei conti, Aru ha solo 24 anni: evitiamo dunque di lanciarlo subito perché i successi nei grandi Giri (che, ne sono certo, il sardo ci regalerà presto) sono più belli se si fanno attendere di più. Luigi M. D'Auria. 

Il "pagellone" del Giro di Luigi M. D'Auria (si ringrazia Gigione Magnani per il supporto dato nel corso di questa splendida avventura)

Alberto Contador 9: È stato il padrone del Giro. Ha attaccato e dato spettacolo in ogni tappa senza pensare ad alcun tatticismo. Come al solito, più forte di chi lo accusa di essere dopato. Grazie!

Fabio Aru 10: Ha migliorato il terzo posto dell'anno scorso, ma soprattutto non ha voluto paura di lottare e ha superato splendidamente ogni crisi. Da incorniciare le vittorie di Cervinia e Sestriere.

Mikel Landa 8: Al Giro d'Italia questo corridore basco, per troppo tempo talento inesploso, ha vinto due tappe, è arrivato terzo e sul Sestriere ha anche aiutato il compagno Aru. Lo rivedremo presto, forse già alla Vuelta di settembre.

Andrey Amador 7: Con una regolarità pazzesca, è sempre rimasto nei primi dieci da Campitello in poi e ha fatto sognare il Costa Rica sulle Alpi. Ora ci si aspetta continuità da lui, magari già in appoggio a Valverde al Tour.

Ryder Hesjedal 7 1/2: Partito piano, a trentacinque anni sembrava finito. Invece è andato in crescendo, dando spettacolo sulle Alpi. Gli è mancata solo una tappa.

Steven Kruiswick 7+: Anche lui è andata in crescendo e per la prima volta ha fatto l'uomo di classifica. Che sia iniziata una nuova carriera per questo gigante olandese?

Leopold Konig 7: Dopo la debacle di Richie Porte (voto:4) ha salvato al faccia del Team Sky con un buon sesto posto. Si conferma un ottimo scalatore e un discreto cronoman.

Damiano Caruso 6/7: Improvvisatosi uomo di classifica, ha capitalizzato il lavoro degli ottimi Moinard e Atapuma (stesso voto del capitano) raccogliendo un buon ottavo posto.

Jurgen Van Den Broek 5 1/2: Partito per arrivare nei cinque, ha fatto bene solo la crono. In salita è spesso crollato e il dodicesimo posto finale é anche merito del generosissimo Monfort (voto:7).

Rigoberto Uran 5: Non fosse andato ben a Cervinia e a Sestriere, sarebbe uscito dai quindici e gli avrei dato 4. Ritrovata la forma, deve inventarsi qualcosa al Tour o alla Vuelta per salvare la stagione.

Giovanni Visconti 7: Conquistata la maglia azzurra di miglior scalatore, è praticamente sicuro del posto al Mondiale di Richmond. Speriamo in una vittoria di peso nelle classiche d'autunno. Luigi M. D'Auria.