Spettacolo e tante sorprese alle qualificazioni del Challenger di Vercelli

Spettacolo e tante sorprese alle qualificazioni del Challenger di Vercelli

Vercelli - Sembra che tutta Vercelli sia venuta al Tennis Club Pro Vercelli per fermarsi sul campo 6 del prestigioso circolo piemontese. D'altra parte si sta allenando proprio su quel campo l'unico tennista amato in ogni città in cui regala ai suoi ammiratori (tanti) le sue prodezze: Dustin Brown. D'altra parte, è impossible che un giocatore così non faccia parlare di sé: autodidatta, capelli rasta, triplo passaporto (tedesco, giamaicano, inglese), atteggiamento e colpi spettacolari, top cento del mondo sia in singolo che in doppio. Un mix esplosivo che lo rende uno dei favoriti per la vittoria finale. Brown, tuttavia, dovrà rimanere concentrato per portare a casa il titolo, perché il lotto dei partecipanti a questa seconda edizione dell'ATP Challenger Città di Vercelli "Trofeo Multimed" è di tutto rispetto. La testa di serie numero uno è, infatti, il serbo Filip Krajinovic, numero 92 del mondo e ormai stabilmente in top 100 da parecchi mesi. Più indietro spiccano i nomi di Igor Sijsling, numero 128 del mondo con un passato da top 50 e da finalista di doppio agli Australian Open, e di Kyle Edmund, giovane britannico indicato come possibile erede del baronetto Andy Murray. Tra le ultime teste di serie ci sono le speranze italiane Cecchinato e Arnaboldi, tutti e due in un discreto stato di forma e vogliosi di guadagnare punti e posizioni preziose sull'amata terra rossa, mentre fuori dal lotto dei favoriti, ma comunque attesissimi dal pubblico di Vercelli, ci sono i giovani italiani Quinzi (finalmente visto in buona condizione a Napoli), Mager, Napolitano e Caruso, che hanno beneficiato delle wild card offerte dal settore tecnico della FIT. Rimanendo in tema giovani, non fa piacere sapere che Matteo Donati, fresco di finale al Challeger partenopeo e di ingresso tra i primi 250 del mondo, è stato eliminato al primo turno di qualificazioni dal tedesco Krawietz, peraltro ritiratosi nel match successivo contro l'un'altra sorpresa, l'austriaco Michael Linzer, numero 449 della classifica mondiale, che aveva fermato nella giornata di sabato i sogni di gloria del gioiellino piemontese Andrea Turco con un perentorio 6-2 6-1. Restando in tema qualificazioni, bisogna dire che il tennis italiano non ha brillato e che molto spesso i nostri hanno dovuto soccombere di fronte a giocatori stranieri. È il caso di Lorenzo Sonego, che ha lottato ma che non è riuscito a limitare gli errori contro lo svizzero tutto genio e sregolatezza Yann Marti, vanificando una prestazione che gli avrebbe consentito di vedere da vicino 3 preziosissimi punti ATP. Non è andata meglio al siciliano Gianluca Naso, che si è fatto sorprendere dal doppista monegasco Romain Arneodo, che ha così realizzato un ne plein dei giocatori del principato, dato che in contemporanea il suo amico e compagno di doppio Benjamin Balleret strapazzava uno spento Filip Peliwo. Le sorprese non sono, tuttavia, finite perché tra i qualificati all'ultimo turno di quali c'è anche un'altra coppia di doppisti, Antonio Sancic e Dino Marcan, che hanno impressionato coloro che li hanno seguiti sui campi laterali con un gioco elegante condito da improvvise discese a rete. I due beniamini della giornata di domenica sono stati, però, Omar Giacalone e Maxime Hamou. Il primo è stato l'unico italiano a superare il secondo turno di quali, battendo dopo una dura lotta Riccardo Sinicropi, mentre il talentino francese, che vive e si allena a Roland Garros, ha letteralmente preso a pallate il malcapitato avversario (l'esperto tedesco Moritz Baumann) facendo capire a tutti che chi punta sui giovani viene, col tempo, ripagato. Luigi M. D'Auria