Festa Africana al Campaccio numero 60

Festa Africana al Campaccio numero 60

San Giorgio su Legnano (Mi) - Dal punto di vista tecnico, il Campaccio numero 60 ha regalato novità rispetto alle precedenti edizioni. Nel maschile, infatti, la gara é stata dominata da atleti etiopi, mentre nella 6 chilometri femminili hanno avuto la meglio le ragazze keniane. Per gli amatori e le categorie giovanili, invece, é stata una grande festa della corsa campestre, che ha inaugurato nel miglior modo possibile il loro 2017 agonistico.

Nella dieci chilometri maschili il vincitore é stato Muktar Edris, mezzofondista non di primissima fascia che sta provando a meritarsi una convocazione per i Mondiali di Londra di questa estate. Edris ha sconfitto allo sprint (chiudendo in 28'54") l'esperto connazionale Imane Merga, tornato protagonista sui prati che gli hanno regalato grandi soddisfazioni in passato. Proprio Imane Merga ha dato vita all'azione decisiva per l'esito della corsa. La freschezza atletica di Edris, tuttavia, é stata decisiva nella lunga volata, iniziata già fuori dallo stadio di San Giorgio, consueta sede d'arrivo della corsa. Il podio é stato completato dal keniano Birech, che ha provato a seguire i due etiopi, ma non é riuscito a reggere ai ritmo infernale dei due nell'ultimo giro. In casa Italia, discreta prova per Yemen Crippa, confermatosi il migliore dei nostri davanti a Faniel e Chiappinelli (rispettivamente ottavo, nono e decimo).

Molto veloce la gara femminile, che vedeva ai nastri di partenza Faith Kipyegon (campionessa olimpica dei 1500). La keniana ha provato a staccare tutte le avversarie con un'accelerazione di forza, ma non é riuscita a scrollarsi di dosso Hellen Obiri, che l'ha beffata allo sprint per soli tre secondi (18'33" il suo tempo finale). Terzo posto finale per Agnes Tirop, campionessa del mondo di corsa campestre nel 2015.

Questo appuntamento storico, vero e proprio capodanno della stagione 2017, é stata anche la prima occasione per vedere all'opera i due nuovi responsabili del settore tecnico della nostra atletica: Elio Locatelli e Stefano Baldini. Locatelli é un tecnico di grande esperienza (é stato DT della Fiat Iveco Torino e delle Sqaudre Nazionali, oltre che curatore di diversi progetti IAAF), che ha subito imposto alla federazione il suo modello: fino ai 23 anni gli atleti saranno inquadrati nella fase "sviluppo"  (che sarà seguita da Baldini), in seguito solo i più forti entreranno nel gruppo "elite", guidato dallo stesso Locatelli. Si tratta di un modello che privilegia gli atleti veramente meritevoli (finalmente, ci verrebbe da dire), ma che può funzionare solo se tutti si mettono a disposizione della nazionale, accetttando anche raduni e allenamenti di gruppo, e se la Federazione metterà a disposizione degli atleti strutture adeguate.

La Fidal, dunque, ha scelto di affidarsi di nuovo ad un artefice dei successi della nostra atletica del passato. Per tornare a quei livelli, però, saranno fondamentali anche la voglia di sacrificarsi degli atleti e la capcità di gestione dei dirigenti, presenti allora ma oggi non comuni negli ultimi anni. Donato D'Auria