Resa dei conti finale al Giro d'Italia

Resa dei conti finale al Giro d'Italia

Sant'Anna di Vinadio (Cn) - Mentre un fiume di ciclisti e camminatori raggiunge il Santuario di Sant'Anna di Vinadio, io e Gigione Magnanitracciamo i primi bilanci di un Giro d'Italia dal finale ancora tutto da scrivere, nonostante quella odierna sia la penultima tappa. Fino a ieri, infatti, la vera dominatrice della corsa Rosa é stata la tattica. L'assenza di un corridore in grado di ammazzare la corsa, come fece lo scorso anno Alberto Contador, ha reso i corridori più fiduciosi, ma allo stesso tempo meno disposti a giocarsi il tutto per tutto con degli attacchi a sorpresa.

Purtroppo, questo Giro sarà da ricordare anche per i tantissimi ritiri di corridori considerati favoriti. Il primo a crollare é stato Mikel Landa, fermato da una gastroenterite nella tappa di Sestola. Poi é stato il turno diTom Dumoulin, protagonista nelle prime giornate ma crollato miseramente sulle prime montagne. Sfortunatissimo, invece, il russo Ilnur Zakarin, che si é rotto due costole sulla discesa del colle dell'Agnello, rivelata si fatale per le sue ambizioni di alta classifica. In ogni caso, il russo resta un corridore da seguire per il futuro delle grandi corse a tappe.

Sulle Dolomiti, in ogni caso, non è mancato un po' di spettacolo. A regalarlo, però,  non sono stati i super favoriti della vigilia, Nibali e Valverde, ma il furetto colombiano Chaves e il gigante olandese Kruijswijck, unici corridori che hanno chiuso le prime due settimane di corsa senza una vera crisi. Con l'arrivo delle grandi montagne, invece, erano terminati i sogni di gloria di Jungels ed Amador, che si dovranno accontentare di un posto tra i primi 10 della generale.

Tutto ciò che abbiamo descritto nelle precedenti righe, tuttavia, é stato azzerato da una singola tappa: la diciannovesima, che proponeva le salite del Colle Dell'Agnello e di Risoul. Nibali, mai incisivo fino a quella tappa (alla partenza aveva più di quattro minuti dalla maglia rosa Kruiswijck) ha staccato tutti, andando a vincere in solitaria. Chaves, l'unico che ha resistito ai due attacchi del siciliano, ha conquistato la maglia rosa, mentre Valverde e l'ormai ex maglia rosa hanno dovuto mettere da parte i loro sogni di gloria. Il povero Kruijswijck, complice una caduta, rischia addirittura  il ritiro, nonostante un Giro corso in maniera perfetta.

I grandi favoriti, a questo punto, sono Chaves e Nibali. I due sono separati da soli quarantaquattro secondi, pochissimi se si considera la morfologia della tappa odierna. Dopo la partenza da Guillestre, infatti, i corridori dovranno affrontare le durissime salite del Vars, della Bonnette e della Lombarda prima di rientrare in Italia e affrontare l'erta finale, che li porterà a Sant'Anna di Vinadio. La presenza di discese difficili favorisce il recupero di Nibali, ma Chaves ha dimostrato di meritare la Maglia Rosa e, data la sua costanza, anche la vittoria finale. In ogni caso, il pubblico assisterà ad uno splendido duello su montagne magiche, che sfiorano il cielo con la loro altezza. Luigi M. D'Auria