Parla slovacco il Challenger di Biella

Parla slovacco il Challenger di Biella

Biella - Dopo qualche tribolazione, causata soprattutto dalla pioggia di sabato pomeriggio, il Challenger Pulchra Lachiter di Biella é giunto alla sua conclusione senza ritardi, come sperato dal direttore del torneo Cosimo Napolitano. Il vincitore, per la prima volta dopo ben tredici anni, é stato un tennista slovacco. Si tratta dello specialista di Challenger e Coppa Davis Andrej Martin, giocatore abituato a gravitare intorno alla centesima posizione del ranking e, specialista, come si diceva, dei tornei del circuito Challenger, vera e propria miniera di punti che gli consentono di disputare da protagonista le qualificazioni di qualche ATP 250, specialmente su terra rossa. Non molto combattuta, a dir la verità, la finalissima, in cui Martin ha sconfitto l'argentino Nicolas Kicker, vera e propria rivelazione di questo torneo che si può considerare uno dei "must" del circuito cadetto italiano, punto di riferimento per i tennisti nostrani ma anche per sudamericani e terraiolo alla ricerca di punti per trovarsi un "posto al sole" nell'elite mondiale come lo stesso Kicker, giocatore solido che, come molti suoi connazionali, raramente vince in maniera netta ma spesso riesce a portare a casa match contro avversari più dotati tecnicamente ma con qualche problema di tenuta mentale. Ne é stato un esempio la semifinale,  vinta dall'argentino ha vinto contro il siciliano (finalmente in ripresa) Gianluca Naso, che ha avuto molte occasioni di portare a casa la partita ma ha dovuto soccombere con un doppio tie-break. Se questo spettacolo é andato in scena su un campo laterale (addirittura il quarto in ordine di importanza), sul centrale Martin ha letteralmente preso a pallate l'altro siciliano Salvatore Caruso, forse un po' stanco dopo tre settimane giocate ad altissimo livello. Nel doppio, altro successo di Martin, che ha trovato nel solido cileno Podlipnik Castillo un degno compagno di gioco, che lo ha aiutato a coronare una settimana perfetta. Tra gli italiani, da notare solo la semifinale del biellese Stefano Napolitano (deludente, invece, in singolo), che ha perso solo dai campioni in coppia con l'esperto serbo Iljia Bozoljac. Tra le note dolenti anche, purtroppo, Gianluigi Quinzi, sempre più in crisi di risultati, anche a causa di una programmazione di tornei e guida tecnica non all'altezza del suo talento. In conclusione, bisogno come al solito lodare l'organizzazione, brava ad organizzare un torneo con grande tradizione, ma non si può dire lo stesso del pubblico che, anche a causa di una data decisamente sfavorevole causa ferie, é stato di quantità irrisoria per il livello del torneo. Più che un Challenger di tradizione, il torneo di Biella quest'anno sembrava un Futures e questo, di sicuro, non aiuterà gli organizzatori se si troveranno a lottare contro colleghi di nazioni emergenti. Quindi, se i biellesi e gli appassionati di tennis in generale vogliono avere ancora il Challenger di Biella, devono per prima cosa contribuire a renderlo un grande evento. Luigi M. D'Auria.