Con un ottimo bronzo inizia la spedizione italiana a Tallinn

Con un ottimo bronzo inizia la spedizione italiana a Tallinn

Tallinn (Estonia) - Una prima giornata migliore di questa, per i colori azzurri, era davvero difficile da immaginare. Infatti, nella prima giornata dei Campionati Europei Under 23, molti atleti azzurri sono riusciti a raggiungere le finali, dimostrando che (finalmente) una nidiata di atleti azzurri potrà farsi davvero valere quantomeno a livello europei. Tra i più soddisfatti ci sono sicuramente il Presidente federale Giomi e il Direttore Tecnico della Nazionale Massimo Magnani, che stando ai risultati odierni potrebbero addirittura tornare in Italia senza obbligare i giornalisti a scrivere che il bicchiere della spedizione è mezzo pieno (quando molto spesso è mezzo vuoto, se non del tutto vuoto), perché, in realtà, il bilancio è davvero in attivo. Se è vero che le finali di cui parliamo devono ancora disputarsi, è altrettanto vero che oggi il cielo sopra Tallinn è un po' azzurro (e non parliamo del suo colore naturale, perché la giornata odierna non è stata accompagnata dal bel tempo), dato che Yassine Rachik ha ottenuto un prestigioso terzo posto nei 10000 metri, unica finale di giornata.

La mattinata é iniziata bene per i nostri colori, visto che i nostri centisti (Bilotti, Cattaneo e Galbieri) si sono qualificati per la finale senza soffrire più di tanto e facendo vedere da vicino la finalissima ai (pochi) tifosi italiani presenti a Tallinn. Diverso è stato il discorso al femminile, dove Irene Siragusa non ha brillato e si é qualificata alla finale solo grazie ad un ripescaggio conquistato per centesimi. Nel prosieguo della mattinata, poi, nessun problema per Sonia Malavisi, che si è qualificata nell'asta arrivando a 4.15 con un percorso quasi netto, e per Davide Re, atleta del CUS Torino che ha centrato la finale dei 400 piani mettendo in mostra unatletica di alto livello per gli standard cui, purtroppo, siamo abituati in Italia. Speriamo quindi in una bella finale di Re, che per centrare la medaglia dovrà sicuramente fare il personale. Nel pomeriggio si continua sulla falsariga della mattinata, con la differenza che gli azzurri si fanno sentire ancora di più,regalando prestazioni inattese. Per esempio, in un salto in alto maschile disputatosi su pedana fradicia per la pioggia Eugenio Meloni piazza una zampata inattesa, eguagliando il personale a 2.18 e centrando la finale. Grandi risultati anche nel triplo femminile. Infatti, su una pedana resa viscida e insidiosa dalla pioggia, le nostre non si fanno sorprendere e così Darya Derkach (quarta), Ottavia Cestonaro (sesta) e Silvia La Tella (undicesima), pur senza saltare lunghissimo, sono in finale. Tre azzurri sono in finale nei 1500 metri maschili, dove al termine di gare equilibratissime e decise all'ultimo i nostri Juinior Bussotti Neves, Soufiane El Kabbouri e Ali Abdikadar sono in finale. Il piatto forte di giornata sono stati, tuttavia, i 10000 metri maschili. Se per la prima posizione non c'è stata battaglia (troppo forte il turco-keniota Ali Kaya, già bronzo agli europei assoluti l'anno scorso e autore quest'anno di uno strabiliante 27'24"), per il secondo posto il discorso è stato diverso. Infatti, a cinque giri dalla fine, il nostro Yassine Rachik allunga sul gruppo trainato dal naturalizzato israeliano Teshala, seguito a ruota dall'olandese Van Nunen e soprattutto dal russo Strelkov, che agli Europei junior di Rieti 2013 perse la medaglie perché, seguendo Kaya che lo stava doppiando, si fermò un giro prima. Proprio questo succede a Rachik, che però ha la lucidità di continuare, perdendo all'ultimo il secondo posto superato da Strelkov ma non la medaglia. Insomma, è proprio questa l'Italia che gli appassionati di atletica desideravano da tanto tempo: pochi proclami, ma tanta concretezza. Luigi M. D'Auria

Gli azzurri dei 10000 agli Europei a Under 23. Sulla destra il bronzo Yassine Rachik

(Foto: Sebastiano Spina)