Cala il sipario sul trentaduesimo congresso ANCI a Torino

Cala il sipario sul trentaduesimo congresso ANCI a Torino

Torino - Alla fine, nonostante l'assenza del presidente del Consiglio, il trentaduesimo congresso dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani é stato comunque una delle kermesse più prestigiose dell'intero scenario politico italiano. Il Congresso, infatti, é stato chiuso addirittura dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha provato a dare una risposta alle tante domande poste dagli amministratori locali in questa tre giorni di eventi. In un periodo di grandi trasformazioni (la Riforma Delrio é entrata, almeno sulla carta, in vigore) come questo é chiari che in molte situazioni sia l'incertezza a farla da padrona. Proprio per questi sarebbe stato bello avere a Torino anche il Presidente del Consiglio, principale artefice di queste riforme che stanno cambiando completamente il volto degli enti locali, in meglio secondo molti, in peggio secondo tantissimi altri.

Cerchiamo di non uscire troppo dal seminato e concentriamoci, invece, su questa interessante kermesse politica. Tra i discorsi più convincenti, non si può non citare quello del primo cittadino della città ospitante, nonché Presidente dell'Anci, Piero Fassino, costituito da un equilibrato mix di compostezza e attacchi, che hanno convinto sia gli scettici nei confronti delle politiche di Governo che i "Renziani". Molto convincente anche uno dei sindaci più "particolari" del nostro Paese, Romeo Accorrinti, forse uno dei meno rilassati tra i presenti, visto che da Sindato di Messina ha appena affrontato una gravissima emergenza. Il suo intervento é stato più duro nei confronti delle attuali riforme, ma non é stato soltanto una "filippica" nei confronti del Governo, visto che era anche pieno di proposte interessati, tra cui ci sentiamo di citare quelle inerenti la distribuzione delle risorse.

Insomma, una tre giorni piena di spunti interessanti, tutti uniti da un unico tema comune: gli enti locali sono fondamentali per il nostro Paese. Bisogna, tuttavia, ricordare che in Italia 5/6 della popolazione abita in un quarto dei comuni (la fonte é l'opuscolo della stessa ANCI dedicato ai comuni italiani) e che quindi non sono indifferenti i costi di gestione di enti locali o servizi molto spesso di minuscole dimensione,come una scuola piemontese finita su tutti i giornali nazionali per il suo numero enorme di iscritti: uno. Una riorganizzazione é, a nostro avviso, necessaria, e nei mesi scorsi il Governo Renzi ha varato dei provvedimenti che dovrebbero cambiare le cose in maniera drastica, rendendo gli enti locali più snelli ed efficienti. Speriamo sia così ma, come diceva Manzoni:" Ai posteri l'ardua sentenza". Solo il tempo, dunque, potrà dirci se Renzi aveva ragione. Luigi M. D'Auria