Festeggia la decima edizione la prestigiosa rassegna "Golosaria"

Festeggia la decima edizione la prestigiosa rassegna "Golosaria" 

Milano - Con un prestigioso talk show condotto dal padrone di casa, il critico enogastronomico Paolo Massobrio, si é ufficialmente aperta la celebre rassegna "Golosaria", uno degli eventi più importanti del panorama del gusto italiano. Nata dieci anni fa grazie all'iniziativa del grandissimo critico Paolo Massobrio (fondatore di importanti associazioni quali "Il Papillon" e del celebre "Taccuino dei Ristoranti Italiani), Golosaria é, oggi, ospitata dall'immenso spazio di FieraMilanoCity, sita nella zona di Piazzale Lotto, all'incrocio tra la Metropolitana Rossa e la Linea 'Lilla" della stessa. Un vero e proprio pomeriggio fiume, aperto e chiuso da grandi ristoratori, quali l'ultra famoso Carlo Cracco, "l'eretico" Alessio Bottin e il "rivoluzionario" Davide Grameglia, che ha inventato un metodo che consente al ristoratore di riconoscere un riso buono da un riso di qualità scadente. Alessio Bottin, invece, ha rivoluzionato il mondo della nostra ristorazione con una provocazione, ossia fornire le basi dei grandi piatti della nostra ristorazione a ristoranti terzi. All'apparenza Alessio é un grossista, ma alla prova dei fatti egli é un artigiano, perché il suo laboratorio é piccolissimo e lavora solo con materie prime di qualità. La presenza di Carlo Cracco é tutt'altro che pubblicitaria, perché il grande chef lanciò, proprio alla prima edizione di Golosaria, la grande riscossa della nostra cucina, dicendo che questa prima fetta di secondo millennio sarebbe stata dominata, a livello alimentare, dal Made in Italy. Finito questo splendido Work shop, ho deciso di girare liberamente nello spazio fieristico del padiglione che ospita Golosaria, certamente non enorme ma bastevole per i produttori di cibi, birre e vini che, pur non essendo molto numerosi, sono stati selezionati con cura per garantire grandissima qualità. La nostra testata si sente di segnalare lo spazio espositivo della Regione Abruzzo, sempre molto brava a coniugare realtà produttive diverse, che vanno dall'azienda Agricola Mamma Regina al più unico che raro allevamento allo stato brado e semi-brado dell'azienda Nero Peligno di Vittorito. Tra le rarità, consigliamo anche una delle poche aziende lucane che riescono a farsi largo nel mondo: la "Parco Verde" di Grumeto Nova che, rispolverando un'antico un'antica tradizione medioevale,produce un vino speziato di assoluta qualità. Da segnalare anche la qualità dell'enoteca "La Crota de Tanteun e Marietta" di Aosta.Viene invece dalla provincia di Latina, precisamente da Itri, la deliziosa pancetta di Scherzerino. Infine, con un calice di vino Taurasi in una mano e una deliziosa crescita urbinate de "il Panaro" nell'altra, facciamo i complimenti ai bravissimi organizzatori dell'evento, sia per la loro opera di valorizzazione del buon cibo italiano, sia per il ricordo del compianto Dino Abbascià, uno nei primi a credere, nonostante le tantissime porte che si é visto sbattere in faccia, nella collaborazione tra produttori e venditori al dettaglio. Luigi M. D'Auria